All'inizio era la simmetria

All'inizio era la simmetria. La matematica cercava simmetrie nel mondo e il mondo sembrava conformarsi a questa aspettativa. Poligoni regolari, solidi platonici, le note musicali e le strutture poetico-letterarie (pensate al chiasmo, ossia la figura retorica in cui si crea un incrocio immaginario tra due coppie di parole con uno schema sintattico del tipo AB,BA).
Contributo di Roberto Natalini

Ma la simmetria da sola non spiega il mondo. In un mondo omogeneo non esisterebbe la complessità, l'evoluzione e la vita stessa. Non che sia un'idea nuova. Per far funzionare la sua filosofia della natura, Lucrezio, commentando Epicuro, ci parla di Clinamen, una deviazione spontanea e casuale degli atomi nella loro caduta, che permette di farli incontrare e con questo generare la nostra realtà. E per trovare un esempio recente in biomatematica, già negli anni '50, Turing deve creare dei modelli non simmetrici per spiegare l'apparire delle forme, questo misterioso fenomeno, da lui chiamato morfogenesi, per cui un ammasso di cellule riesce ad organizzarsi in un organismo strutturato, e solo parzialmente simmetrico (e sicuramente non a livello microscopico).

Oggi la simmetria non è più di moda. L'arte del '900 ha preferito trovare altre strade, in musica, in poesia e anche nelle arti figurative. E la scienza si è aperta allo studio della complessità e del caos.

Forse, sia nell'arte che nella scienza, questo permetterà di trovare un giorno delle simmetrie più nascoste, oggi invisibili, ma che stanno lì e forse ci aspettano.

Roberto Natalini, Matematico, Dirigente di Ricerca IAC-CNR. Già partecipante al dialogo "L'infirnito e il limite"