L'unità in itinere

Nel cuore dei 150 anni dell'Italia, c'è la Costituzione repubblicana. Al di là, dunque, di ogni celebrazione retorica,  l'intento di questo dialogo, perciò, è leggere il "tempo presente" alla luce di quella Carta nella quale si enunciano i principi intangibili dei diritti e dei doveri dei cittadini. Una discussione che va oltre i pregiudizi antichi e anche oltre il revisionismo interessato che ha la pretesa di leggere il passato con le categorie del presente.

Un ente di ricerca la cui cifra culturale non può che essere quella del sapere critico, affronta il tema dei centocinquanta anni dell’Unità d’Italia con una chiave interpretativa giuridica e sociale. Volutamente, perciò, si è evitata ogni retorica celebrativa fine a se stessa. I centocinquanta anni di unità nazionale, infatti, sono una storia in itinere della quale tutti continuiamo a scrivere pagine più o meno importanti in ogni settore di attività e di studio. C’è, e se ne occuperà il prossimo Festival della Scienza, una storia italiana della ricerca scientifica. E c’è anche un approfondimento, letterario, giuridico e sociale per dare o restituire contorni precisi ai tanti attori di una unificazione nazionale che comunque – e non va mai dimenticato – è costata sacrifici e tante, tantissime vite umane. In questo senso il nostro “Dialogo”si muove con libertà intellettuale nell’ampio varco aperto tra il rispetto per quelli che hanno pagato con la vita il loro contributo alla storia italiana e il rispetto per le evidenze della storia anch’essa in itinere. Continua, infatti, l’opera incessante di scavo nella documentazione di questo secolo e mezzo di vita italiana, con risultati tanto più significativi, quanto più essi sono proposti senza deformazioni ideologiche. Non solo i pregiudizi antichi, ma anche quelli di un revisionismo interessato che attribuisce al passato i differenti sentimenti contemporanei. In mezzo a questo varco della storia nazionale, sta, appunto, la Costituzione la quale non solo è il risultato di una “storia”, ma è stata ed è ancora nei suoi principi, la bussola per il presente. L’intento di questo “Dialogo”, perciò, è leggere il “tempo presente” (come titolò la sua rivista Ignazio Silone) alla luce di una Carta nella quale i principi intangibili dei diritti dei cittadini, non sono mai disgiunti dalla dimensione sociale. Ed è per questo che il titolo dell’incontro, evocativo di tensioni centrifughe, colloca in realtà questa discussione sull’Italia, nel solco più profondo della sua storia millenaria.