Oltre la retorica e la storiografia

Non per le polemiche politiche che, al di là del merito, sono spesso pretestuose e sopra le righe, ma la ricorrenza dei cento cinquanta anni dell’Unità d’Italia non può non suscitare in chiunque qualche proprio pensiero libero e non retorico. Certo, un anniversario non può non rinviare alla memoria e ai simboli che l’hanno tramandata e che ancora la identificano. Ed è per questo che preparando questo nuovo “Dialogo in Biblioteca” al Cnr, abbiamo scelto un taglio più vivo e meno museale.

Italia 150Centocinquanta di vita nazionale pongono in primo piano la storia di un popolo, i valori nei quali esso si è riconosciuto, la sua lingua, le sue leggi, il lavoro, la fatica, il dolore, la pace e la guerra. Sono tanti i faldoni nei quali la storia di un Paese si può catalogare; e ciascuno può esserne una interessante chiave di lettura, anche se non esaustiva. La storia delle guerre del Risorgimento, pur decisiva, senza però un riferimento alla cultura del tempo, alle condizioni di vita delle popolazioni, alla loro dimensione religiosa e culturale, da sola non è sufficiente a svelare il processo unitario e il prezzo che per questo obbiettivo è stato pagato.

Ma, per quanto importante sia la ricorrenza, trattandosi di un fatto che continua nel presente, esso non si può ridurre alla sola storiografia. Quasi che si trattasse di qualcosa di finito e che non ha più nulla da dire. L’idea che ha guidato la scelta di questo dialogo su “Italia-Italiae”, è stata quella opposta: non l’evocazione di un fatto compiuto, ma l’esame di una storia in itinere rappresentata non solo dalle cronache del presente e dalle polemiche che lo abitano, ma dai valori civili, etici e umani che l’accompagnano.

Perciò la scelta di mettere in relazione il presente e chi lo racconta giorno dopo giorno (Gianni Riotta), con la Costituzione nella quale si racchiude la sapienza di una storia e il destino ancora da venire del popolo sovrano. E, dunque, l’invito ad un interprete autorevolissimo della Carta (Cesare Mirabelli) che, nel contesto complessivo della storia nazionale, la declini nelle più importanti evidenze contemporanee.