Dialoghi in biblioteca

Biblioteca CNR Guglielmo MarconiNel suo saggio "Le due culture" del 1963, Charles Percy Snow notava che la poca comunicazione tra scienza e mondo umanistico era uno dei mali che portavano alla mancata soluzione dei problemi nel mondo. Anche se per altre e ulteriori considerazioni, l’intento di mettere in relazione i diversi saperi che è, appunto, il target dell’iniziativa dei "CNR-Dialoghi", può essere ricondotto a quella osservazione dello scienziato inglese. Né si deve trascurare che uno dei nodi critici dell’intero sommovimento del 1968 fu individuato nella separazione dei saperi, la quale, di fatto, sanciva la rottura di quella visione unitaria del sapere umano che, nonostante le rivoluzioni industriali e il positivismo, aveva resistito dall’antichità nella forma paradigmatica che l’umanesimo le aveva conferito.

Pur essendo del tutto evidente l’impossibilità razionale di una ricomposizione dei tanti saperi, il superamento dell’indifferenza ad un loro possibile confronto può, invece, costituire un obbiettivo significativo. Del resto l’assenza della ricerca scientifica dal dibattito culturale, ovvero le distorsioni che essa subisce quando vi prende parte o vi è trascinata, non aiutano al risanamento della sua separazione dalle discipline umanistiche e, dunque, anche per questo, isolandola, la penalizzano.

Il Cnr, con i suoi oltre cento istituti di ricerca, che spaziano in ogni ramo del sapere scientifico e in molti ambiti delle discipline di tipo umanistico, è per la sua stessa costituzione il luogo privilegiato per questo dialogo tra i saperi. Esso per lo più si svolge all’interno delle procedure della ricerca e nei luoghi decisionali dell’ente. L’intento dell’Ufficio Divulgazione è, appunto, quello di darne una rappresentazione più evidente e più facilmente fruibile dal pubblico.

La modalità prescelta è quella del "Dialogo", della reciproca interrogazione tra studiosi e autori. Essa si propone con un carattere di cultura generale, né tecnico, né pedagogico-didascalico. Non si tratta di dottrine da affermare autoritativamente, ma di un esercizio critico che è tipico appunto del dialogo.

In concreto – come si vedrà dal programma – si tratta di incontri tra una personalità della ricerca e della cultura esterna al Cnr, e una corrispondente "interna", dal cui confronto attraverso una contaminazione intellettuale, ciò che nei saperi specialistici è conoscibile solo da pochi, si sveli nelle sue ragioni a un pubblico più vasto e però culturalmente motivato.